Pellegrino da P. Agostino Castrillo

 

06.11.2010
Pellegrino da P. Agostino Castrillo




PELLEGRINAGGIO IN TERRA DI CALABRIA
IN OCCASIONE DEL 55° ANNIVERSARIO
DEL TRANSITO DEL SERVO DI DIO

P. AGOSTINO CASTRILLO VESCOVO


(19 Ottobre 2010)  Domenica 17 Ottobre è ricorso il 55° anniversario del dies natalis del Servo di Dio Padre Agostino Castrillo O.F.M., vescovo delle diocesi calabresi di San Marco Argentano e Bisignano, ma nostro conterraneo perché nativo di Pietravairano (Caserta). E come ogni anno, l’Associazione “Pro Servo di Dio Padre Agostino Ernesto Castrillo Vescovo” che ne cura il culto nel suo paese natale, ha programmato l’ormai tradizionale pellegrinaggio in pullman sulla sua tomba, venerata nella Cattedrale di San Marco.                                               
Il viaggio è stato pianificato dall’infaticabile presidente dell’Associazione stessa don Pasqualino Di Feola, prevosto della parrocchia di Sant’Eraclio in Pietravairano con la fattiva collaborazione del signor Raffaele Castrillo, nipote diretto (figlio di un fratello) del venerato frate e vescovo. Il gruppo di devoti al Servo di Dio, che ogni anno si estende a nuovi proseliti, è stato scortato dallo stesso don Pasqualino e da altri due sacerdoti: don Alfonso De Balsi, rettore della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria in Alife (nonché parente del Servo di Dio) e da don Renato Errico, ex guanelliano e parroco di Fontanafredda di Roccamonfina e Direttore delle Pontificie Opere Missionarie. I tre sacerdoti, ognuno con il proprio carisma e le proprie competenze, hanno straordinariamente guidato il gruppo dal punta di vista spirituale, alternando ai vari momenti di preghiera, diverse occasioni per ricordare la figura di mons. Castrillo e soffermandosi più volte anche sulle proprie esperienze di vita. Don Pasqualino ha guidato la preghiera del Rosario rivolgendo un’intenzione particolare alle Missioni (essendo Ottobre, mese mariano, dedicato proprio alle Missioni); don Renato, invece, riferendosi alla santità di Padre Castrillo e al fatto che tutti siamo chiamati a vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo, ha ricordato la figura di una sua sorella, missionaria in Brasile, che dedicò con tutto il suo fervore, fisico e spirituale, la sua vocazione ai poveri di quelle terre, tanto da ammalarsi e morirne.  Don Alfonso, invece, tra le altre cose, ci ha raccontato le emozioni che egli stesso, giovane seminarista ventenne, provò durante la cerimonia d’investitura vescovile del suo congiunto che si tenne a Foggia: a lui, toccò, infatti, l’onore di tenere il libro del Vangelo e di accostarlo alla testa del consacrando, così come previsto dal rito romano che fu officiato da un altro vescovo santo, mons. Fortunato Farina.
All’arrivo presso la Cattedrale di San Marco Argentano, il parroco della stessa don Vincenzino Ferraro (che da bambino fu chierichetto di mons. Castrillo) e il gruppo degli operatori liturgici, come ogni anno, hanno messo a disposizione la sagrestia per un gradito momento conviviale, in segno di accoglienza ed ospitalità verso i pellegrini che, subito dopo, si sono recati nella straordinaria cripta normanna ipogea per la celebrazione della Santa Messa sull’altare posto proprio di fronte la tomba del venerato Servo di Dio. L’eucarestia è stata celebrata dai tre sacerdoti accompagnatori ai quali si sono uniti anche il parroco e don Paolino, anch’egli parente del venerato Padre Agostino. Dopo la toccante liturgia, il gruppo si è recato in preghiera inginocchiandosi davanti alla lapide che contiene la tomba del Servo di Dio (il cui corpo è stato riesumato e ricomposto nel 2005, in occasione del 50° anniversario della morte): al venerabile Servo di Dio, ognuno ha rivolto le proprie preghiere e invocazioni, certi della sua efficace e paterna intercessione presso Dio e presso la Vergine Immacolata. E proprio verso la Madre di Dio, Padre Agostino nutriva una venerazione particolare: durante l’omelia, infatti, don Paolino ha ricordato quando lui, giovanissimo, mentre era al capezzale del vescovo Padre Agostino, nonostante il suo volto svelasse il grave tormento causato dal dolore del suo male, non si lamentava affatto; anzi, lo sentiva spesso cantare, con quel filo di voce che l’infermità gli aveva lasciato, il celebre e popolare canto mariano “Andrò a vederla un dì …”.                       
Tutto il gruppo di pellegrini è uscito dal Duomo di San Marco rinnovato nello spirito per gli intimi e profondi momenti di preghiera trascorsi insieme: come a una fonte, davanti alla tomba di Padre Agostino si è avvertito quel desiderio sincero di attingere al suo esempio di fede, per contemplare la grazia di cui Dio lo ricoprì durante quei lunghi mesi di immobilità, durante i quali il suo letto divenne, nello stesso tempo, altare su cui sacrificare a Dio e pulpito da quale parlare al cuore di chi lo visitava, dai più facoltosi ai poveri.        
Questo autentico testimone di vita francescana, infatti, da singolare pastore santo quale è stato, si offrì completamente a tutti, anche ai più lontani dalla fede, ai massoni e agli anticlericali, ai deboli ed emarginati operando conversioni e parlando al cuore di ognuno, soprattutto, a quello degli infermi che erano i suoi figli prediletti, perché quelli che sentiva più vicini al suo cuore. Egli fu grande perché seppe portare Dio più vicino agli uomini e gli uomini più vicini a Dio: e questa sua missione lo ha reso vera colomba dello Spirito Santo tra gli uomini, vero “uomo di Dio” ma anche tanto “fratello” nella sofferenza.
Nel cuore degli argentanesi, infatti, la memoria e la devozione di questo santo vescovo sono sempre più vive e sentite, tanto che in quella diocesi è attiva la “Fondazione Mons. Castrillo”, coordinata da don Salvatore Vergara, che si occupa proprio di opere di carità, soprattutto verso gli indigenti con seri problemi di salute.
Dopo questa eccezionale esperienza di fede e di preghiera, il pellegrinaggio si è spostato nella vicina cittadina di Castrovillari (Cosenza): come ogni anno, infatti, la seconda parte del viaggio è dedicata all’arte e alla cultura e quest’anno si è scelto di visitare quest’antichissimo borgo, capoluogo del Parco Nazionale del Pollino. Dopo aver pranzato a “Il Passetto”, tipico ristorante calabrese in pieno centro storico, con la guida esperta della gentilissima dott.ssa Teresa Ruffolo della locale Associazione Culturale “Sifeum”, la comitiva ha visitato la cittadina partendo da un edificio storico, il “Protoconvento Francescano” così chiamato proprio perché è stato il primo convento francescano di Calabria. Fondato nel 1220 da Pietro Catin, discepolo e compagno del Fraticello di Assisi, fu ingrandito e rimaneggiato nei sec. XVI e XVIII: dopo aver visitato gli antichi chiostri, all’interno il gruppo ha avuto modo di ammirare la Pinacoteca dedicata al noto pittore castrovillarese Andrea Alfano (1879 - 1967) che raccoglie ben 134 opere di questo maestro; ci si è poi spostati presso il Museo Archeologico che raccoglie numerosi reperti ritrovati nel territorio circonvicino che vanno dall’età della pietra, attraverso il periodo greco-romano, fino al tardo medioevo. Prima di uscire dal monumentale edificio, il gruppo ha ammirato un bellissimo allestimento presepiale alla napoletana, opera dell’artista Gianni Cherillo. Il giro per la “Civita”, il centro storico collocato su uno sperone roccioso e fatto da mille viuzze tra vecchie case addossate, ha previsto la visita alla chiesa della Santissima Trinità e al bellissimo castello aragonese, con le sue quattro massicce torri angolari (di cui il mastio conserva ancora gli originali beccatelli), che è stato carcere dalla sua edificazione, avvenuta nel 1490, fino al 1995 (ora è chiuso per interventi di recupero conservativo).
La comitiva, quindi, soddisfatta per aver nutrito l’anima con la spiritualità di Padre Castrillo e il corpo con le bellezze di Castrovillari, ha potuto far rientro a Pietravairano, senza dimenticare un ultimo atto di devozione verso Padre Castrillo: il canto mariano di “Andrò a vederla un dì…”.
Un’ultima curiosità: per don Renato, la visita a Castrovillari ha avuto anche un importante significato personale poiché la sua mamma, che egli ha perso da bambino, era originaria di questa cittadina calabrese, ma che nel corso della sua vita non aveva mai avuto modo di visitare.
In attesa del prossimo, memorabile pellegrinaggio, che il prossimo anno si terrà, presumibilmente, domenica 16 Ottobre 2011, ricordiamo che l’Associazione di Pietravairano continua instancabilmente nella sua missione di presentazione, diffusione e conoscenza del Servo di Dio Padre Agostino anche nelle nostre comunità locali dell’area del Matese, da cui Ernesto Castrillo partì giovinetto con un povero saio verso quella meta di sofferenza e di amore che il Signore gli aveva destinato e che invita tutti noi ad ascoltare il richiamo a quello stato di grazia e di amore fraterno che il Signore rivolge a tutti noi e che noi, sull’esempio di Padre Agostino, dovremmo predisporci ad accogliere.





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