Missioni - Provincia di San Michele Arcangelo dei Frati Minori di Puglia e Molise

Giustizia Pace Integrità del Creato

Gpic

I frati vivano in questo mondo come fautori della giustizia, araldi e operatori di pace, vincendo il male ed operando il bene.
§2 Mentre annunciano la pace con la bocca, i frati la mantengano nell’intimo del cuore, cosicché nessuno sia provocato all’ira e allo scandalo, ma tutti, per mezzo di loro, siano richiamati alla pace, alla mitezza e alla benevolenza (CCGG 68).

"Seguendo le orme di san Francesco, i frati mostrino un senso di riverenza verso la natura, oggi minacciata da ogni parte, per renderla integralmente fraterna ed utile a tutti gli uomini, a gloria di Dio Creatore" (CCGG 71).

"Nel prossimo sessennio (2009-2015) e con l’aiuto dell’Ufficio di GPIC, tutte le Entità dell’Ordine si impegnino ad esaminare l’impatto sulla creazione del nostro stile di vita, specialmente per quanto riguarda il cambiamento climatico, e promuovere la giustizia ambientale per mettere in risalto la relazione tra le tematiche sociali e quelle ecologiche" (Capitolo Generale OFM 2009, Mandato 43. 2)

Sono esortazioni fondamentali che dobbiamo considerare utili e che ci vengono poste dall’attinente vasto panorama di documenti, che l’Ordine presenta.
Nel mondo così esigente di ripresa ecologica, economica ed etica, noi frati minori dobbiamo essere veri evangelizzatori e propositori di una vita che difende il creato spirituale, umano ed ecologico che Dio ha posto nelle nostre mani.
Quella di Giustizia e Pace è una identità che nasce istituita dalla Chiesa cattolica, frutto del Concilio Vaticano II (Gaudium et spes, 90), voluta da papa Paolo VI nel 1967, per promuovere la giustizia e la pace secondo il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa, lavorando affinchè codesta dottrina si diffonda ampiamente e si applichi tra le persone e la comunità. Raccoglie informazioni e risultati di analisi circa la giustizia e la pace, lo sviluppo dei popoli e le violazioni dei diritti umani, le comunica al resto della Chiesa e stimola le relazioni con le associazioni cattoliche internazionali e con la altre istituzioni, anche laiche, che lavorano per la promozione degli stessi valori. Si impegna affinchè tra i popoli si crei una sensibilità nella promozione della pace, specialmente in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Pace (1 Gennaio).
GP ha per fondamento la spiritualità biblica. Nella Bibbia troviamo il progetto di Dio, che Gesù ha chiamato Regno di Dio: la terra sia una casa per tutti, nella quale tutti, uomini e donne, vivano in pienezza, con la dignità con cui sono stati creati (immagine di Dio), in comunione di vita con Dio, con i propri simili e con tutto il creato, anch’esso oggetto della redenzione di Cristo e chiamato alla pienezza. Questa è la missione di Dio, per la quale Gesù ha donato la propria vita e per la quale lo Spirito Santo continua la sua opera. Questa è anche la missione della Chiesa, nostra maestra. Per tale missione, la realizzazione del Regno, occorre una conversione religiosa, interpersonale, politica e, come ha detto Giovanni Paolo II, una conversione ecologica. Dio ama, la risposta dell’uomo a Lui, deve concretizzarsi nel praticare la giustizia, amare con tenerezza, camminare umilmente con Lui (cfr. Mi 6,8).

Dunque, ciascun francescano sappia rendersi attento, sappia ascoltare, si renda sensibile e si impegni nel divenire promotore di stili di vita che si configurino agli insegnamenti di Gesù e di San Francesco di Assisi. Dio, nella sua conformazione trinitaria, mostra che la vita è relazione e diviene autentica quando si concretizza in comportamenti condivisi che si evolvono nel dono. Se vogliamo che l’uomo, la società, siano plasmati secondo la Parola del Signore dobbiamo comprometterci, cioè agire e interagire, vivere nella dinamica della sequela.
Lo stile di vita che ci insegna Gesù è spendere se stesso per le vite altrui, questo in una dimensione di azione comunitaria. San Francesco ha imparato bene questa lezione tanto da esser stato il più grande promotore della fraternità e della fratellanza universale.
La nostra è una società tremendamente disabilitata nel saper vivere l’attenzione verso gli altri, tutto è in funzione di un uso che riporti un ambìto e profiquo tornaconto. Anche la nostra mentalità si sta infettando e la predisposizione alla novità, ai cambiamenti, alla coerenza, al bene crolla.
Come cristiani siamo chiamati a rendere feconda la nostra fede, recuperando in profondità il nostro essere creatura.
Di fronte all’atteggiamento di sentirsi artefici e arbitri della vita e della morte, San Francesco, con la sua esistenza povera e umile, ci a iuta a far memoria della nostra condizione di creature e della bontà infinita del Creatore. Nel suo “Cantico delle Creature”, oltre che a trovare una straordinaria sensibilità artistica, percepiamo la logica dell’uomo che vive in armonia con il mondo fisico e spirituale, tenendo conto con rispetto e riguardo di tutto ciò che è intorno e dentro di se.

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