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30.06.2009 Relazione Segretariato per l'Evangelizzazione
RELAZIONE
DEL SEGRETARIO PROVINCIALE
PER L’EVANGELIZZAZIONE
-PREMESSA
La missione evangelizzatrice fa parte del cuore del nostro carisma e della nostra vocazione. Negli scritti di San Francesco non troviamo i termini a noi usuali di evangelizzazione, missione, pastorale o apostolato ma certamente la nostra regola può letta con la prospettiva dell’annuncio nel senso di andare per il mondo per testimoniare il Vangelo in fraternità e minorità. Le nostre CC.GG., nel cap. V°, indicano il mandato di evangelizzare come la priorità che ciascun frate ha ricevuto e nel contempo offrono una visione sui modi, i luoghi e i tempi. Il principio ispiratore è certamente indicato in quella partecipazione alla testimonianza evangelica che è missione fondamentale di tutta la chiesa, questo vuol significare che ciascun frate renderà vero e credibile il proprio impegno esclusivamente nell’ambito della fraternità, con l’attenzione costante al magistero ecclesiale e soprattutto lasciandosi, lui per primo, evangelizzare da Cristo e dai compagni di viaggio che incontra sulla sua strada. L’anno centenario del nostro Ordine può essere un’occasione propizia per una riscoperta e un ringiovanimento della nostra vocazione e evangelizzazione.
-L’EVANGELIZZAZIONE NELLA NOSTRA PROVINCIA -Uno sguardo panoramico
Il Capitolo Provinciale non è luogo per dissertazioni teologiche e pastorali sulla natura carismatica e i fondamenti della nostra vita apostolica e evangelizzatrice. La Chiesa, l’Ordine, i Vescovi e gli esperti in materia forniscono continuamente principi, indicazioni e piani pastorali che ciascun frate dovrebbe fare propri in quel cammino di formazione e aggiornamento continuo, a tal proposito un contributo esclusivo potrà essere dato dalla formazione iniziale e permanente.
In questa sede dovremmo avere la capacità di analizzare le difficoltà incontrate, gli impegni non rispettati, il lavoro positivamente realizzato, le prospettive e i desideri per il futuro ed entusiasmarci e ripartire con uno spirito rinfrancato e rinforzato.
Voglio subito dire che tutti noi lavoriamo e facciamo tanto. La nostra provincia è davvero una fucina di impegno variegato e notevole circa la pastorale e il servizio sia nell’annuncio tipicamente francescano che nella disponibilità alle chiese diocesane. Se da un lato c’è stato un consolidamento della pastorale ordinaria, da un’altra parte non sono mancate nuove forme e iniziative e naturalmente neanche gli intoppi e le difficoltà causate da incomprensioni e personalismi.
La presente relazione scaturisce da una lettura degli interventi scritti dei singoli settori che compongono il segretariato e che trovate allegati integralmente come sono giunti alla segreteria del Capitolo, anche la relazione del Ministro Provinciale contiene una visione abbastanza completa ed esaustiva dell’evangelizzazione nella nostra provincia e infine ho fatto riferimento alle proposte conclusive delle settimane precapitolari realizzate lo scorso anno.
IL SEGRETARIATO PROVINCIALE PER L’EVANGELIZZAZIONE
Una prima considerazione deve essere fatta circa il ruolo del segretariato provinciale per l’evangelizzazione. Istituito sia a livello di Ordine che di COM.PI. da circa tre lustri, solo negli ultimi anni ha trovato una certa configurazione. Ho partecipato quasi sempre agli incontri a livello nazionale che della CompiSud. Ma non appare ancora chiaro quali sono i compiti e le iniziative che deve svolgere. Il rischio è di intralciare l’attività dei singoli settori come quella delle chiese locali. Anche i Ministri Provinciali hanno cercato di definire meglio il lavoro da svolgere, ma la mia impressione è che al momento può funzionare solo con un compito di coordinamento tra i settori.
A livello provinciale in questo triennio ci siamo incontrati tre volte, di cui una con il definitorio, ogni settore ha presentato l’attività in atto ma nulla più. Questa assemblea potrebbe offrire consigli e suggerimenti per valorizzare un servizio vitale per la nostra provincia, personalmente credo che il segretario per l’evangelizzazione dovrebbe far parte del Consiglio del moderatore Fo.Pe. e preoccuparsi di realizzare ambiti e opportunità formative per i frati che operano nei singoli settori.
LAVORO DEI SINGOLI SETTORI-Uno sguardo analitico
Per ogni settore di impegno rimando alle singole relazioni che contengono il cammino percorso, dati e notizie varie. Il mio lavoro di analisi è stato guidato dalla ricerca di luci/ombre e dalle proposte da discutere in questa sede ed eventualmente rendere operative attraverso la mediazione del Governo della Provincia durante il prossimo triennio.
PASTORALE PARROCCHIALE
In questo anno di grazia 2009 finalmente il centro del nostro Ordine ha prodotto un sussidio specifico sulla pastorale parrocchiale dal titolo “Inviati per evangelizzare in fraternità e minorità nella parrocchia”. Sono sicuro che l’Unione Parroci e Vicari parrocchiali della nostra provincia né farà oggetto di studio nei prossimi mesi. Questo è il settore che almeno nominalmente assorbe il maggior numero di frati/sacerdoti della nostra provincia, un servizio notevole che rendiamo alla Chiesa con tante forme di testimonianza francescana con particolare riferimento all’ambito caritativo, naturalmente siamo preoccupati anche di garantire il servizio ordinario, sacramentario e catechetico in linea con le indicazioni delle chiese locali e gli orientamenti della C.E.I.
Emerge il problema di sempre, cioè il difficile passaggio dal frate-parroco alla fraternità inserita in parrocchia. I Vescovi e anche la gente del nostro territorio ci esprimono gratitudine per quanto facciamo, ma dobbiamo interrogarci sulla qualità della nostra vita di fede e di risposta vocazionale, permettetemi a riguardo alcune provocazioni. Siamo preti o frati? Non è forse il caso di pensare a una maggiore turnazione tra i parroci come avviene per i guardiani? Il Governo della provincia, in sinergia con l’autorità e gli organismi diocesani, potrebbe istituire una fraternità parrocchiale a carattere sperimentale con caratteristiche francescane? Illusioni, utopie o altro… il rischio è l’appiattimento e il disamore dei giovani frati.
PASTORALE DEI SANTUARI
E’ uno dei settori più vivaci del nostro apostolato, non sempre il numero di frati impiegato sembra essere sufficiente. Comunque non mancano le iniziative sia spirituali che culturali, è anche garantito con una certa costanza il servizio delle confessioni. In questo ambito ci sono alcuni santuari istituzionali: Bitetto, Capurso, Castellana Grotte, Molfetta e San Matteo, altri lo sono di fatto e faccio riferimento alle tre presenze centrali nelle città capoluogo. Una novità interessante potrebbe riguardare il santuario di Stignano, dove noi riusciamo solo ad assicurare una presenza part time e solo grazie all’opera di custodia e recupero della comunità “ La Valle” che negli ultimi anni si è preservato questo luogo e per il quale la provincia ha investito tante risorse economiche.
Si può pensare a una fraternità che lo valorizzi? Potrebbe essere la sede della fraternità di Evangelizzazione e Missione richiesta da tutti noi durante le settimane precapitolari? Oppure non potrebbe divenire una “clinica dello spirito” per i frati, in attesa del ripristino della casa di eremo a Casacalenda?
MISSIONI AL POPOLO
Il segretario provinciale di questo settore nella sua relazione scrive che questo tipo di annuncio dovremmo averlo nel nostro DNA vocazionale. Purtroppo non sempre è così. Certamente l’impegno è stato considerevole ed i risultati confortanti, ma è difficile trovare frati disponibili sia per il pre-missione che per il post-missione, alcune volte per la missione stessa. L’annuncio di strada ed itinerante diviene sempre più una delle caratteristiche che vanno radicandosi all’interno della Chiesa. Negli ultimi anni sono nati diversi movimenti, anche laicali, che ricordano per stile e sobrietà di vita il francescanesimo della prima ora. In passato la nostra provincia ha avuto l’esperienza di una fraternità itinerante che nella sua breve vita ha fatto tanto bene alle popolazioni visitate, certo ci lascia perplessi il tempo della sua durata, però credo che riemerga il desiderio comune di riprovare come si deduce dalle richieste fatte nella fase precapitolare.
Questa assemblea avverte davvero la necessita della fraternità di evangelizzazione tanto da impegnare il prossimo Congresso Capitolare per la sua istituzione?
MISSIONI “Ad Gentes”
La relazione del segretario provinciale per le missioni è una miscela di entusiasmo e passione per un settore che appartiene alla nostra storia e verso il quale la provincia non si è mai mostrata indifferente. Anche in quest’ ultimo triennio c’è stata una visibile vivacità con iniziative atte non solo alla raccolta necessaria e mai bastevole di denaro e altro materiale ma anche un’opera di coinvolgimento e sensibilizzazione. Non abbiamo mai avuto una nostra missione come è avvenuto per altre province ma non sono mai mancati frati sensibili e pronti a partire, anche ora diversi nostri confratelli operano in terre lontane e spesso a rischio. Certo il fenomeno dell’indifferentismo religioso e del relativismo hanno capovolto il globo e siamo anche noi divenuti terra di missione, persino da un punto di vista economico ci sono tante famiglie in difficoltà. La missione alle genti ci riporta in maniera diretta alla freschezza e genuinità del primo annuncio evangelico, non possiamo consolarci con il fatto che la nostra Chiesa del Sud-Italia ancora tiene in alcuni ambiti tradizionali. Come emerge dalla relazione del settore, bisogna creare una maggiore unità tra i due ambiti prettamente missionari (ad gentes-al popolo) per fornire risposte sempre più adeguate.
ASSISTENZA O.F.S.-Gi.Fra.-ARALDINATO E ALTRI MOVIMENTI
L’assistenza spirituale al ramo laicale della famiglia francescana rappresenta uno dei settori di impegno con maggiore tradizione nella nostra provincia. Tutti sappiamo che in questo triennio anche nelle nostre due regioni si è compiuto quel processo di unificazione con le altre obbedienze dell’Ordine Francescano Secolare, anche la Gi.Fra. pare avviata verso le medesime conclusioni.
Certamente c’è stato un lavoro lodevole da parte degli assistenti regionali come anche in alcune realtà locali. Comunque si nota una certa stanchezza e staticità da parte di noi frati, gli incontri proposti per la formazione e l’aggiornamento sono stati disertati, in diverse realtà sussistono rapporti difficili tra la fraternità e l’assistente. Comprensibilmente dobbiamo riconoscere che la nomina ad assistente Ofs/GiFra è spesso un impegno che si aggiunge a tanti altri, ma basta questa motivazione per giustificare una perdita di entusiasmo divenuto allarmante? I sacerdoti diocesani che assistono la nostra componente laicale mostrano interesse e motivazioni pari a quelle che noi frati mettiamo in atto, giustamente, verso gli altri movimenti ecclesiali.
Doveroso è fare un cenno a tutti gli altri movimenti che assistiamo, senza citarne alcuno per non fare torto a nessuno, è un impegno che non possiamo considerare marginale perché assorbono diverse forze ed energie. Non mi compete entrare nel merito della questione e credo che non sia competente neanche questa assemblea, ma all’entusiasmo di alcuni si contrappongono le critiche e i brusii di altri. Il prossimo Governo della provincia potrebbe avviare con i mezzi che riterrà idonei una verifica e una maggiore conoscenza di un servizio che comunque prestiamo all’interno della Chiesa.
PASTORALE SANITARIA
Alle cappellanie ospedaliere assistite da diversi decenni, nello scorso triennio si sono aggiunte quelle dell’Università Cattolica di Campobasso e a Foggia presso l’ex ospedale psichiatrico.
E’ un’ attività che impegna il cappellano a tempo pieno e richiede diversi sacrifici. Certamente rappresenta una sfida nell’ambito dell’evangelizzazione. L’annuncio evangelico a chi è nel dolore sia esso il malato o i parenti prossimi non può essere qualunquistico ed improvvisato, con serenità bisogna riconoscere che non tutti possediamo le attitudini e la capacità verso un ambito molto particolare. Anche il coinvolgimento di tutto il personale sanitario diviene costantemente un terreno da seminare con mezzi e preparazione idonea. Comunque i confratelli che hanno lavorato in questo settore testimoniano il grande beneficio formativo ricevuto sia livello umano che cristiano. Un corollario a questa esperienza può considerarsi la nascita della casa di accoglienza “Sant’Elisabetta” a Campobasso per i parenti dei malati terminali. Naturalmente è un settore da incoraggiare e alimentare nel miglior modo possibile cercando di qualificare sempre più i confratelli chiamati a curare le membra del Cristo sofferente.
PASTORALE CARCERARIA-fratello lupo-
Rappresenta la novità di questo triennio, anche se da diversi anni c’era un certo fermento. Il settore nell’ambito dell’evangelizzazione è stato istituzionalizzato, sono stati nominati due cappellani (Campobasso e Foggia) e recentemente si è aggiunto anche il servizio presso il carcere minorile di Bari. Nell’ambito di questo settore è stata costituita l’associazione “Fratello Lupo” che coinvolge laici e suore, affiancando il ministero pastorale dei sacerdoti. Oltre che negli istituti penitenziari citati l’associazione svolge la propria missione anche a Turi e Altamura. Le iniziative realizzate sono davvero tante e vanno dagli incontri formativi, missione in carcere, cura particolare dei tempi forti. Significativa è la richiesta che viene da questo settore sia per la sensibilizzazione ampia tramite una giornata dedicata al mondo carcerario quanto per la nascita di un centro di formazione al volontariato, sarebbe opportuno che fossero gli operatori stessi a presentare un progetto in tal senso da sottoporre al definitorio provinciale.
COMMISSARIATO DI TERRA SANTA
Istituito nella nostra provincia da oltre 10 anni, ha proseguito in questo triennio l’attività tipica di questo settore attraverso i pellegrinaggi, la raccolta fondi e l’invio di maestranze volontarie in grado di contribuire manualmente a quanto richiesto dai frati della Custodia.Anche alcuni nostri confratelli hanno prestato il loro servizio nei mesi estivi nei luoghi santificati dalla presenza di Gesù. Da diversi anni è terminato il servizio dei frati questuanti e questo ha determinato un calo di fondi economici che la nostra provincia destinava ai Luoghi Santi, si è cercato di riprendere con l’ausilio delle fraternità locali e anche dell’OFS quel servizio di “ questua” che comunque permetteva un contatto diretto con il popolo, i risultati non sembrano essere eccellenti. Cosa si può fare? Si possono realizzare nuove forme per rinverdire un apostolato un tempo capillare e fiorente?
SETTORE DELL’ECUMENISMO E DEL DIALOGO
L’ecumenismo rappresenta una delle priorità del magistero dell’attuale Pontefice ed anche uno dei desideri originari di San Francesco. Nella nostra provincia opera una commissione ecumenica che cerca di essere presente agli incontri e alle iniziative a livello nazionale. Discreta è stata anche la partecipazione di alcuni frati agli esercizi spirituali ecumenici. Certamente è un servizio che andrebbe incentivato non solo perché appartiene ai principi fondamentali dell’evangelizzazione francescana, ma anche per il contesto socioculturale che ormai viviamo. I grandi flussi migratori hanno creato una società multietnica con pluralismo religioso, spesso c’è la non-conoscenza dell’altro che avviene aggravata dallo stato di insicurezza sociale del momento. I pericoli sono molteplici e vanno dal rifiuto dell’immigrato al sincretismo religioso. Come frati minori dovremmo avere una tensione maggiore e una preparazione più adeguata. Credo proponibile per il futuro una maggiore intesa tra questo settore con la Commissione di Giustizia, Pace e Integrità del Creato.
COMMISSIONE GIUSTIZIA, PACE E INTEGRITA’ DEL CREATO
Questo è uno degli ambiti che attraversano la vita francescana in maniera trasversale, l’Ordine e la Compi hanno istituito un ufficio particolare che non rientra in senso stretto nei dei due segretariati ma vi partecipa in maniera ispirazionale. Anche nella nostra provincia il delegato interviene sia nel contesto della formazione che dell’evangelizzazione. Dalla relazione allegata si notano i vari impegni e anche la buona volontà da parte dei confratelli designati a questo servizio, ma anche si manifesta una risposta non sempre attenta e interessata. Durante le settimane precapitolari è stato invitato fra Damiano Lanzone, che oltre ad essere uno dei responsabili nazionali lavora da anni in questo campo con esperienze di vita e testimonianza francescana.
Dopo il fervore degli anni passati, non solo nella nostra provincia ma anche a livello ecclesiale, sembra esserci un periodo di pausa. Eppure per noi francescani dovrebbe costituire un terreno congeniale di confronto e dialogo con azioni proprie del nostro stile di vita che vanno dall’impegno per la pace all’uso responsabile delle risorse economiche fino alle scelte per il rispetto e la salvaguardia del creato. Per le proposte di questa commissione opportunamente rimando a quelle formulate nelle settimane precapitolari.
ATTIVITA’ VARIE
Necessariamente devo menzionare due attività che svolgono alcuni nostri confratelli.
Il progetto “Giovani e Arte” presso il santuario della Madonna dei Martiri a Molfetta che da diversi anni propone interessanti iniziative culturali e spirituali coinvolgendo giovani artisti nell’ambito dei valori cristiani cercando forme nuove ed originali di propagazione del Vangelo.
Il servizio di assistenza spirituale ai militari che due nostri frati stanno vivendo e che in ogni caso resta una forma di evangelizzazione e di incontro di tanti giovani e famiglie.
LA FRATERNITA’ DI EVANGELIZZAZIONE-un interessante proposta
Al termine delle settimane che hanno preparato il capitolo, unanimemente ci siamo resi conto della necessità di una fraternità dedita all’evangelizzazione. A cosa dovrà servire? Quale attività deve preferire?Da chi deve essere composta?Una fraternità costituita o che si compone di volta in volta? Progettare e poi cercare i frati, o viceversa?
Sono interrogativi interessanti e penso che qualche prima risposta può giungere dall’assemblea capitolare. Certamente la riuscita di un’idea così impegnativa necessita di una chiarezza e coraggio progettuale in partenza da fare con coloro che si renderanno disponibile verso questo servizio, evitando forme ibride e assicurando il massimo sostegno da parte del Ministro provinciale e del suo definitorio.
CONCLUSIONI
Guardando al futuro dobbiamo essere creativi e propositivi. Certamente l’impegno e la buona volontà in questi anni non sono mancati, ma l’impressione è che siamo più sbilanciati per una pastorale di conservazione che diretti verso mete nuove e diverse. Spesso ci accontentiamo di quello che facciamo senza desiderare una qualità migliore della nostra vita di annuncio e apostolato.
Ripartire dalla fraternità che annuncia con gioia e letizia francescana per superare l’isolamento, i personalismi e le delusioni, non si tratta di cambiare per cambiare ma guardare con gratitudine a quello che abbiamo fatto per progettare con entusiasmo il futuro vivendo il presente con slancio evangelico e passione umana.
Il Ministro Generale al termine della relazione allo scorso Capitolo così scriveva:
“Il peggio che possa succedere ad una persona è smettere di sognare.
Sogno una vita francescana più contemplativa…
Sogno una vita francescana che viva sotto l’azione dello Spirito…
Sogno una vita francescana capace di cogliere le disumanizzazioni
del nostro tempo e andare verso i chiostri inumani…
Sogno una vita francescana samaritana, in un momdo di gente abbandonata lungo la strada…
Sogno una vita francescana che sia profezia di fraternità,
fatta per vivere con gli altri e non ai margini degli altri…
Sogno una vita francescana dove la povertà non genera discussioni,
l’obbedienza non si vive come lotta e la castità vissuta con cuore aperto…
Sogno una vita francescana dotata di lucidità e capace di guardare lontano…
Sogno una vita francescana capace di spogliarsi di tutto quello che impedisce di camminare…
Sogno una vita francescana che avanzi, con bagaglio leggero, verso il futuro,
seguendo il Signore della storia, con il fuoco della passione che arde dentro,
sapendo che Lui può fare oggi grandi cose con gli umili di cuore,
come le fece 800 anni fa con Francesco e Chiara d’Assisi.
Il profeta annunciò che sarebbero arrivati giorni
in cui i giovani avrebbero suonato e gli anziani profetizzato.
E se questi giorni fossero già arrivati?”
Ascoli Satriano, maggio 2009
Fra Michele Centola
Segretario provinciale evangelizzazione
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