Relazione Segretariato Formazione e Studi

 

30.06.2009
Relazione Segretariato Formazione e Studi

RELAZIONE
SEGRETARIATO FORMAZIONE
E STUDI


INTRODUZIONE
La nostra fraternità provinciale per grazia di Dio e per  dono della Sua misericordia si trova a vivere già da diversi anni il rinnovato dono dei fratelli e per questo permettetemi, sin dalle prime battute di questa relazione, di ringraziare il Signore per quanto ci ha donato e per quanti continua a mettere sul nostro cammino nella Provincia grazie all’impegno di tanti.
Quanto andremo a sottolineare in questa breve relazione, allora, vuole servire solo per  un confronto sul cammino fatto in questi ultimi anni, sulle difficoltà incontrate e poi..  insieme progettare perché nel futuro si possa procedere sempre più spediti nell’accompagnare tutti i fratelli e specialmente quelli che il Signore continuerà a donarci.
Tra le vostre mani oltre alla presente relazione avete già le relazioni di ogni singola fascia della formazione che l’incaricato provinciale ha stilato presentando il lavoro svolto, le mete raggiunte e le difficoltà incontrate.  A queste relazioni vi rimando per una comprensione ulteriore del lavoro svolto.
Mi lascerò aiutare in questa relazione dall’ultimo documento dell’Ordine sulla formazione permanente Siete stati chiamati a Libertà, Roma 2008.

IL LAVORO DELLE SETTIMANE PRECAPITOLARI
Parto dalla riflessione già avviata negli scorsi anni durante le settimane precapitolari.  Abbiamo già lavorato ed elaborato alcune proposte per il settore della formazione e studi.  Cinque in tutto.  (Poche direi per un settore che giorno per giorno deve rispondere alle sfide dell’uomo e del mondo di oggi e per elaborare un buon progetto di formazione triennale).  Le rileggiamo insieme:

1 . Il Segretario  FeS sia libero da ogni altro impegno affinché, con un equipe di fratelli, possa accompagnare le fraternità nel cammino di formazione iniziale e permanente.
2. Nelle case di formazione ci sia la presenza di frati di diversa generazione, perché lo scambio esperienziale incentivi maggiormente la crescita carismatica dei giovani in formazione.
3. Si possa verificare con maggiore impegno e coraggio, la possibilità di costituire delle fraternità di formazione interprovinciali (postulato, noviziato, post-noviziato) al fine di un servizio formativo più qualificato.
4. Il Governo della Provincia con il Segretario FeS, stili un progetto ed avvii successivamente al baccellierato, come percorso naturale, i giovani frati allo studio di Licenza e Master, al fine di rispondere alle esigenze del nostro tempo.
5. Si valorizzi sempre più come Formazione Permanente aggiornamento biblico e teologico nei luoghi significativi dell’esperienza cristiana e francescana (Terra Santa, Turchia, ecc…).

Spero che oltre a queste, possiamo elaborarne   insieme delle altre  alla luce della seguente relazione  e possiamo progettare o almeno dare delle linee sicure per il prossimo progetto formativo. 


IL SEGRETARIATO PER LA FORMAZIONE E STUDI
“È compito del Segretario promuovere e coordinare, alle dipendenze del Ministro provinciale, tutta l’attività formativa  nella Provincia». Pertanto, promuove in modo adeguato la continuità tra la Formazione Permanente e la formazione iniziale, secondo i suoi compiti descritti nella RFF26. A lui spetta organizzare incontri periodici di tutti coloro che si dedicano alla formazione (iniziale e permanente), «per valutare le varie esperienze, per incrementare la mutua collaborazione, nonché per promuovere, sulla base di criteri comuni, l’unità di orientamento». È altresì di grande valore ed efficacia promuovere una fattiva collaborazione con il Segretariato per l’Evangelizzazione e con gli altri settori, per favorire un comune progetto e partecipare attivamente alla vita e missione di tutta intera la Fraternità.”  (Siete stati chiamati a libertà n.51)

Incontrarsi è sempre difficile e lavorare in equipe richiede sempre più impegno personale.
Il Segretariato si è ritrovato in questo triennio per mettere insieme i progetti formativi annuali di ogni singola fascia e affrontare le situazioni che richiedevano l’intervento di tutto il segretariato. Nello scorso Capitolo è stato chiesto che il segretario lavorasse a tempo pieno per la formazione, per visitare le case, per incontrare i coetus, per seguire personalmente le difficoltà che si andavano a presentare, per promuovere sempre più quanto approvato nel progetto triennale … ma… ancora una volta il sottoscritto ha dovuto lavorare anche in altri campi tralasciando il servizio da segretario per la formazione e studi.  Ritorno a dire con forza che questo servizio non può essere più portato avanti in questa maniera. Così come ho già ricordato nella relazione alle settimane precapitolari, il Segretario formazione e studi per una Provincia come la nostra  deve essere libero da altri impegni e lavorare anche nella formazione permanente dei fratelli.  I fratelli più giovani nel cammino (e non mi riferisco alla formazione iniziale) hanno bisogno di un’attenzione particolare e di progetti formativi ulteriori per poter essere aiutati a perseverare nel nostro carisma e nella nostra vita.
A questo proposito credo che più attenzione abbia  bisogno il progetto di formazione permanente che non si riduca solo ad un presentare  iniziative, incontri, esercizi… Abbiamo bisogno di un progetto di formazione permanente che aiuti tutti noi a comprendere sempre meglio “chi siamo”, “cosa il Signore vuole da noi”,  “dove stiamo andando” e “quali mete raggiungere”…
(Ritorneremo sulla formazione permanente).
Sicuramente non sono la persona più adatta a questo servizio e credo che sia giunto il momento di individuare altri fratelli che possano svolgere questo compito da Segretario per il bene di tutti.

LA FORMAZIONE NELLA NOSTRA PROVINCIA  IN QUESTO TRIENNIO
Il Capitolo del 2006 ci chiedeva di rielaborare la ratio formationis della Provincia lavoro che non è stato affrontato anche a causa del periodo storico che stiamo vivendo, quello che vede tutta la formazione in continua evoluzione: tutta la COMPI si sta interrogando soprattutto sulla formazione iniziale e anche su quella permanente. Mi riferisco a case interprovinciali, tappe formative interprovinciali… per tale ragione ancora una volta, come Definitorio, all’inizio del triennio abbiamo scelto di elaborare il Progetto Formativo, valido per tutto il Triennio

IL PROGETTO FORMATIVO
Già nel passato, abbiamo utilizzato un Progetto Formativo che andasse a regolare la formazione iniziale e permanente per un triennio.
Stiamo sperimentando che il Progetto Formativo sia lo strumento più idoneo per programmare  a breve termine il lavoro in questo servizio. Schemi e case, secondo il mio modesto parere, hanno bisogno di più flessibilità nell’attuazione  dei principi formativi presentati nella ratio dell’Ordine.
Sarei però dell’idea che il Progetto Formativo sia elaborato e approvato dal Capitolo Provinciale e non dal Definitorio, certamente per fare questo lavoro il Capitolo avrebbe bisogno di tempo.
Devo però notare che, sia i formatori che i coetus delle varie tappe formative  hanno bisogno di camminare più in sintonia con quanto proposto nel Progetto Formativo. E’ vero che tutti ci vogliamo sentire svincolati da norme e progetti per camminare “secondo lo Spirito”, ma credo che nel futuro tutti abbiamo bisogno di lavorare alla luce del Progetto.
Mi riferisco soprattutto ai criteri di discernimento che hanno rasentato molte volte vedute molto personali, relazioni sui candidati che non rispettavano in pieno le indicazioni proposte dal Progetto, scelte sui singoli formandi che avevano bisogno di un più corale discernimento.

   
LE VARIE TAPPE DELLA FORMAZIONE
Così come ricordato vi invito a leggere le relazioni presentate dalle singole fasce formative. A me non resta che sottolineare alcuni punti per proiettarci verso il futuro.
   
Le fraternità formative
All’inizio del nostro servizio abbiamo dovuto fare i conti ancora una volta con la formazione iniziale che, grazie a Dio, ci richiede lavoro e impegno di tanti professi solenni.
Il ritornello che ripeterò è che non abbiamo frati a sufficienza che vogliono mettersi a disposizione in questo settore. E’ stato difficile individuare frati disponibili a lavorare nella formazione iniziale … e il risultato è stato quello di avere delle fraternità formative che hanno dovuto fare i conti con lo scarso numero di presenze: questo credo sia stato il problema principale di questi anni, problema che non può essere risolto se non ci diamo delle linee che con più forza scelgano ancora la formazione come priorità nella nostra Provincia.
       
Biccari: centro vocazionale e casa di prima accoglienza.
Abbiamo cercato di formare una fraternità che potesse lavorare in questo settore. L’abbiamo formata inserendoci fratelli che avevano  messo in conto di completare o iniziare gli studi di specializzazione… Il Signore non ci ha fatto mancare in questi anni, giovani che hanno iniziato a sperimentare la nostra vita, ma non poche sono state le difficoltà che questa fraternità ha dovuto affrontare. Il postulato di due anni aveva certamente liberato Biccari dalla fatica dell’accoglienza stabile, ma diverse volte si è fatto fatica anche ad organizzare le settimane di esperienza vocazionale ed alte iniziative proprie di questa tappa.
Credo che sia arrivato il momento di pensare ad una equipe vocazionale fatta da fratelli che stabilmente vivono in  fraternità e altri che lavorano girando per la nostra Provincia in collaborazione con la pastorale giovanile della nostra Provincia, delle nostre fraternità e delle Diocesi. A proposito dell’animazione presso le nostre case:  credo che tutti noi abbiamo bisogno di una conversione in merito, notiamo che la “preoccupazione” vocazionale non sia di tutti. Mi spiego: una volta si respirava di più la preoccupazione di presentare il nostro carisma e le iniziative vocazionali ai giovani che ci frequentano… oggi poche fraternità riescono ad inviare qualche giovane alle esperienze del centro vocazionale. Perché? Invitiamo anche questa assemblea a suggerire altri percorsi che possono aiutare il centro vocazionale a contattare, incontrare e accompagnare i giovani nel discernimento.

Campobasso/Sepino:
All’inizio del triennio  avevamo pensato fosse giusto trasferire il postulato in città a Campobasso. Ma non avevamo fatto bene i conti: l’aver prolungato il periodo di postulato – due anni – ha portato un maggior numero di giovani che la casa di Campobasso non poteva contenere. A questo si aggiungeva la difficoltà di amalgamare  la presenza dei postulanti con la pastorale parrocchiale proposta dalla casa.  Tutto ciò ci ha spinto a ritornare a Sepino. Forse avremmo dovuto osare altro? L’esperienza di Sepino ha favorito il silenzio e la solitudine, a scapito però dell’inserimento dei giovani postulanti in un ambiente più vivace dal punto di vista ecclesiale, pastorale, civile. La distanza poi di Sepino dal resto della Provincia non ha permesso la presenza dei giovani nelle altre fraternità della Provincia e alle iniziative varie che si svolgono in altre fraternità. Anche qui il numero dei frati non è stato sufficiente, penso agli impegni dei singoli e alla presenza degli anziani che sono di esempio ai giovani, ma bisognosi di tante attenzioni.

Fontecolombo:
L’esperienza del noviziato interprovinciale in un luogo di grazia quale quello di Fontecolombo, certamente segna il cammino dei nostri giovani. La fatica di questi anni, (fatica non ancora completata) almeno per i ministri Provinciali che aderiscono a questo progetto, è stata quella di elaborare lo Statuto della casa. In questo anno al progetto del noviziato  si è aggiunta anche la Provincia di Lecce inviando i propri novizi. Attualmente è ancora in discussione nella COMPI il progetto di individuare dei noviziati in tutta l’Italia e i ministri delle Province del sud hanno già formalizzato il desiderio e l’attuazione di un noviziato per il Sud Italia.
Ritornando a  Fontecolombo: quello che c’è da notare è che questa tappa non può solo risolversi con l’invio di un frate che faccia parte della fraternità di formazione – e ringrazio P. Teofilo per il suo servizio – ma l’interprovincialità richiede l’attenzione di tutti, bisogna sentire la fraternità di noviziato come una “nostra fraternità”: questo è lo scopo dell’interprovincialità. Interprovincialità significa anche maggiore presenza nelle fasi di organizzazione della vita pratica del noviziato, nelle scelte del guardiano e del maestro, nell’indirizzo che si vuole dare a tutta la formazione di questa tappa. Mi pare che tali decisioni siano lasciate ancora troppo alla Provincia che ci ospita.

Bitetto:
Anche qui si è cercato di formare una fraternità che potesse ben coniugare il lavoro formativo con quello di un Santuario che richiede sempre più impegno e presenza. La difficoltà è stata quella di aver formato una fraternità che con un grande sforzo ha saputo conciliare le due cose e questo a causa di un numero molto limitato di frati: 3 sacerdoti (di cui uno limitato a causa della malattia) e 2 fratelli laici poi diventati 3 nel corso del triennio.
I professi temporanei hanno continuato il percorso di formazione  teologico-culturale presso la facoltà teologica pugliese, istituto Santa Fara dove i nostri professi hanno potuto accedere al baccellierato espletato il 5° anno. Questo percorso ci ha spinti a prolungare la permanenza dei nostri professi temporanei a Bitetto fino al diaconato (la professione solenne sempre dopo il IV anno e il diaconato a conclusione del V anno).
Bitetto ha bisogno di più frati, la formazione ha bisogno di più frati a disposizione e permettetemi di ringraziare i fratelli che hanno prestato il loro servizio in questo triennio non senza difficoltà  ai quali va chiesto scusa perché nonostante la loro richiesta più volte fatta di avere altri fratelli a lavorare in questo luogo, il Governo non è riuscito mai a rispondere. 

    GLI STUDI
        Grazie al Signore  anche in questo triennio abbiamo avuto la grazia di fratelli che stanno iniziando o completando gli studi. Attualmente in questo ultimo anno accademico abbiamo presso: 
       
        Istituto teologico Campobasso 
corso di Greco – Latino – Ebraico – francescanesimo (Scritti di Chiara e Francesco e Biografie di Francesco) :                                        
8 postulanti

        Scuola media superiore:                                    2  frati
        Facoltà teologica Istituto Santa Fara                 13 frati
        (di cui tre hanno concluso a giugno col baccellierato)
        Università - Foggia                                             1 frate
        Università  - Campobasso – Scienze del servizio sociale        2 frati
        Università Antonianum Roma - Spiritualità            2 frati
        Istituto liturgia pastorale – Padova                 1 frate
        Università Lateranense Roma – Pastorale            1 frate 
        Università La Sapienza - Roma – filosofia            1 frate
        Facoltà teologica – Molfetta dottorato                 1 frate
        Conservatorio - Monopoli                        1 frate


In questo triennio hanno concluso i loro studi altri fratelli: fra Anto in Croatia (aghioterapia) – fra Leonardo Civitavecchia (Animatore della comunicazione e della cultura), fra Guarino (Bioetica), fra Antonio Napolitano ( corso di laurea in beni culturali). Oltre ai baccellieri in teologia presso S. Fara.  
Per quanto riguarda gli studi di specializzazione e dottorato, alla luce anche dell’evoluzione del nostro Studio teologico di Santa Fara credo sia chiaro che ormai non basti più la tappa della licenza ( nella facoltà teologica non si può insegnare se non si ha il dottorato), ma tutti gli studenti che iniziano i corsi di specializzazione dovrebbero già mettere in conto il dottorato.
Ritorno a dire ancora che questa fase degli studi ha bisogno di una maggiore riflessione: perché i frati devono formarsi ancora? Come dovrà impiegare la Provincia i frati che conseguono altri titoli accademici? Così come ci indica la IV proposta sulla formazione e studi, quella formuata dalle settimane precapitolari dobbiamo stilare per i nostri frati uno progetto che avvii i giovani frati allo studio anche dopo il baccellierato in teologia. Una riflessione andrebbe anche avviata sulla facoltà che i nostri giovani frequentano: con l’istituzione della facoltà teologica pugliese di cui S. Fara fa parte, i nostri ministri provinciali – fondatori dello STIP – non possono più intervenire sulla nomina dei professori, del preside di S. Fara, non possono più intervenire sui corsi proposti. Insomma, il nostro Istituto S. Fara essendo stato inglobato totalmente nella Facoltà pugliese ha perso quelle caratteristiche proprie che lo caratterizzavano e deve sempre più rispondere alle esigenze dettate dal rettore della facoltà e del gran Cancelliere – il vescovo di turno – nominato dalla Conferenza episcopale pugliese. Il lavoro che ci spetta è quello di dover sempre più intervenire nelle giuste sedi per far si che il nostro istituto recuperi la sua peculiarità: quella di essere una scuola per consacrati, con corsi che approfondiscano sempre più la visione teologica della vita consacrata e speriamo, anche con docenti che possano presentare la teologia e la filosofia francescana.

UNDER FIVE
Anche per questa tappa è stato individuato un definitore – fra Michele -  che attraverso convocazioni periodiche ha incontrato i frati dei primi cinque anni di professione solenne.
Incontrare questa fascia non è stato semplice, visto anche che diversi giovani sono già molto impegnati nella Provincia. Bisogna però continuare con questo accompagnamento.
La mia personale proposta è che fosse il Provinciale in prima persona a preoccuparsi di questa tappa, ciò gli servirebbe a conoscere meglio i professi solenni più giovani e a camminare accanto a loro e aiutarli specialmente in questa prima fase del loro inserimento nelle fraternità, nel lavoro pastorale. I giovani under five hanno bisogno in modo particolare di essere ascoltati e conosciuti da parte del Provinciale e desiderano una relazione più approfondita con il Ministro. Il Ministro – responsabile della tappa -  potrebbe stimolare ancora di più la presenza degli under five agli incontri. 
Il nuovo documento sulla formazione permanente alle pagine 99 – 103 ci dà le linee guida per un progetto di formazione per questa tappa. A queste linee il nuovo responsabile dovrà attenersi per camminare insieme a tutto l’Ordine e aiutare questi fratelli nel cammino di crescita. 

ACCOMPAGNAMENTO AI MINISTERI
La preparazione più immediata dei candidati al ministero del lettorato, accolitato, diaconato e presbiterato è stata affidata ad un altro definitore – fra Giancarlo – che attraverso degli incontri con i candidati li ha aiutati a prendere sempre più coscienza della grazia del ministero che andavano a ricevere. Il discernimento poi dei fratelli che chiedono di accedere ai ministeri ordinati richiede più attenzione. Le relazioni (che per questa tappa devono rispondere allo schema proposto dalla ratio formationis del nostro Ordine inserita nel progetto formativo triennale della nostra Provincia) devono essere più precise e puntuali.

LA FORMAZIONE PERMANENTE
    L’obiettivo generale della Formazione Permanente è quello di accompagnare il cammino continuo di fedeltà creativa alla vita secondo il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo nella Chiesa e per il mondo, rendendo possibile a «tutti i Frati (...), sotto l’azione dello Spirito Santo», la continua sequela di «Cristo, secondo la forma e la vita di san Francesco e la Regola», nella concreta situazione del loro tempo. La RFF esplicita questo obiettivo affermando che: «lo scopo fondamentale della Formazione Permanente francescana è quello di animare, nutrire e sostenere la fedeltà, sia del singolo sia della Fraternità, alla propria vocazione in tutte le dimensioni della vita umana, cristiana e francescana, nello spirito dell’Ordine e nella sua missione, per costruire il Regno di Dio in tempi e condizioni in continuo cambiamento». (Siete stati chiamati a Libertà, n. 28).

Lascio al Ministro Provinciale esaminare questa tappa del cammino di formazione. E’ a lui che in questi anni è stato affidato il compito di animare in modo particolare  la formazione permanente. E’ lui che ci presenterà il piano di formazione permanente per il prossimo triennio.
Vorrei soltanto sottolineare che dobbiamo investire di più, come Capitolo provinciale, nella elaborazione di un progetto di formazione permanente. Perché come ci ricorda l’ultimo documento sulla formazione permanente (Siete stati chiamati a libertà n. 27 ) è la fraternità provinciale che ha come obiettivo di sviluppare le seguenti dimensioni nella vita della fraternità :

• Dimensione antropologico-esistenziale: il carisma trova continuità nell’istituzione (dialettica carisma-istituzione).
• Dimensione psicologico-sociale: è tutta la Fraternità provinciale a camminare, rispettando i diversi ritmi. Questo processo si vive prevedendo il futuro per evitare improvvisazioni.
• Dimensione vocazionale: la Fraternità provinciale è il referente della nostra appartenenza istituzionale, all’interno della quale siamo inviati per annunciare il Regno, anche attraverso la denuncia delle strutture che lo ostacolano ed essere strumenti di liberazione nella storia.
• Dimensione francescana: la Provincia è una Fraternità di Fraternità nell’Ordine e in comunione vitale con la Chiesa, nella quale siamo inviati per costruire la Fraternità universale, annunciando la pace, instaurando la giustizia e salvaguardando il creato.
• Dimensione missionaria: la Provincia non vive per se stessa, ma in funzione del Regno. Il nostro chiostro è il mondo, nel quale vivere in atteggiamento itinerante. I poveri sono i nostri primi destinatari e sono loro che ci evangelizzano.

Chi meglio del Capitolo Provinciale deve elaborare un tale progetto? Il  nuovo documento sulla formazione permanente, poi, potrà aiutarci a progettare per tutte la fasce dei frati minori di Puglia e Molise, per il loro bene, per la loro crescita umana, cristiana, carismatica.

L’INTERPROVINCIALITA’
E’ una storia tutta nuova, quella che si apre dinanzi a noi. Vi prego di non leggere l’interprovincialità come preludio per un cammino di fusione di Province, né come un affidare ad altri il compito educativo, si tratta invece di qualificare sempre più l’accompagnamento di chi chiede di far parte della nostra fraternità.
Quello che con la vicina provincia di Lecce ci stiamo chiedendo è “come meglio operare per il bene dei nostri formandi”.
Alla luce di questa domanda e spinti dall’ultima visita del Ministro Generale alle due fraternità provinciali di Puglia e Molise, stiamo sempre più rileggendo la formazione iniziale nelle regioni in cui abitiamo. Mettendo insieme le forze e le professionalità delle due Province speriamo di poter rispondere alla sfida educativa e formativa dei candidati alla professione solenne. Praticamente pensiamo ad un postulato (nella provincia i Lecce) – noviziato (Fontecolombo) e post noviziato (Bitetto) con fraternità interprovinciali. Questo progetto è in fase di elaborazione e ha già comportato alcuni incontri dei segretari formazione e studi, dei Defintori delle due Province. Ma, così come ho già accennato nei prossimi anni si partirà con un noviziato per tutte le Province del Sud Italia e forse anche con un postulato comune per tutto il Sud. Certamente questo ci porterà a modificare anche la tappa della prima accoglienza e del tempo dell’accompagnamento vocazionale… insomma tutta la COMPI è in continua riflessione sulle tappe della formazione iniziale e credo che nei prossimi anni – e non parlo solo del prossimo triennio – tutte le Province italiane dovranno fare i conti con una nuova “geografia” di tutta la formazione iniziale.

RINGRAZIAMENTI
Permettetemi di ringraziare di cuore tutti i fratelli che in questo triennio hanno lavorato in prima persona nell’ambito della formazione.
So, ormai per la mia non breve esperienza, che è un servizio – quello del formatore -  che richiede tante rinunce, molta fatica, ma soprattutto una continua presenza accanto a quei fratelli che il Signore dona alla Chiesa, all’Ordine.
Ringraziando i primi responsabili delle diverse tappe voglio ringraziare tutta la fraternità formativa e i coetus.
Ringrazio fra Andrea Tirelli (animatore vocazionale), fra Carlo Roberto (maestro del postulato), fra Alessandro Partini (maestro del noviziato), fra Giuseppe Capriati (maestro dei professi temporanei), fra Michele Centola (accompagnatore under five), fra Giancarlo LiQuadri Cassini (accompagnatore per i ministeri). Un grazie al Ministro per il suo servizio alla formazione permanente.

CONCLUSIONI
Fratelli carissimi un invito. E’ questo il momento opportuno per comunicarci e per progettare per il bene della Provincia in questo settore molto delicato della nostra vita di frati minori. L’ottavo centenario della fondazione dell’Ordine credo sia stato per tutti motivo per un rinnovato slancio nella nostra vocazione e rinnovato slancio nella proposta vocazionale e carismatica della nostra vita a tutti e in modo particolare a coloro che sono più giovani nel cammino francescano.
Il mio invito in questo momento è quello di non andare alla ricerca degli errori commessi in questi anni per una denuncia sterile di quanto non è più possibile recuperare, ma di leggere quanto fatto, evitare gli errori commessi, e proiettarci in un futuro che ci spinga ancora di più a dire a tutti (giovani e meno giovani, frati in formazione iniziale e professi solenni) che: “è bello essere frati minori”.